Pulizia viso: step essenziali per una routine Anti-Age

Può risultare noiosa, è vero!
Ma la detersione della pelle del viso è quel gesto cosmetico che assicura una pelle luminosa e tonica a tutte le età.

Stanchezza, pigrizia, accorgersi di avere i prodotti sbagliati, non considerare importante la cleansing routine sono tutte scuse, perché non si può far finta di non capire che la detersione al viso rimane al primo posto nelle azioni anti-age, visto che sulla superficie della pelle si depositano e si accumulano tre tipi di sostanze:

tutte le molecole aggressive provenienti dall’ambiente;

le sostanze prodotte dal nostro organismo (sebo, sudore, etc.);

il make up e i residui di creme e prodotti che applichiamo sul viso.

Durante la detersione si eliminano tutte queste sostanze, comprese le cellule morte e in fase di distacco, responsabili dell’aspetto opaco del viso.

Detergere la pelle significa rimuovere tutte le sostanze esogene e endogene che ostacolano la penetrazione delle creme e dei loro attivi. Sulla pelle pulita le creme si distribuiscono meglio, anche tra le interfacce delle cellule, si ha quindi una migliore penetrazione degli attivi.

Se dopo aver pulito il viso si esegue anche un massaggio specifico è perfetto, perché migliora la circolazione, grazie all’apporto di sangue ossigenato ed elementi nutrizionali in maniera più abbondante alla pelle. Inoltre con il massaggio si tonifica e si fa stretching di tutti i muscoli responsabili della mimica facciale che danno tono e contrastano il cedimento della pelle.

La detersione deve essere percepita non solo come un’azione indispensabile, ma anche come un gesto rilassante, una coccola, una sorta di gestualità che aiuta a entrare in rapporto con il proprio "IO", con la propria identità. Toccarsi la pelle, infatti, ha un valore importante da un punto di vista psicologico: gli psicologi parlano di un’entità che è “l’IO pelle”, ovvero la pelle che identifica il nostro esistere in rapporto con gli altri. Detergerla, nutrirla, idratarla e massaggiarla ha il valore di un rituale che aiuta a rientrare in rapporto con un sé che è purificato da contaminazioni che le relazioni con gli altri ci riversano addosso, un riprendere un po' di “auto-amore”.

In inverno, la pulizia della pelle chiede qualche attenzione in più e deve essere eseguita con cura: in questa stagione ci si trucca tendenzialmente di più e la pelle è esposta di giorno a temperature molto basse, vento e freddo con sbalzi di temperatura e di notte si dorme in ambienti surriscaldati. L’alternarsi di freddo e caldo eccessivi è fonte di stress per la pelle e agisce sulla normale produzione e fluidificazione del sebo, alterando anche il ricambio cellulare. Di notte la pelle tende a produrre più sebo che ostruisce i pori; di conseguenza al mattino è importante una detersione accurata, una volta a settimana uno scrub o un gommage e qualche trattamento mirato da eseguirsi in un centro benessere da terapisti molto professionali che sappiano prima di tutto eseguire un puntuale esame della pelle.

Va altresì messo in evidenza che una detersione eccessiva può rimuovere il sottile strato naturale che riveste la cute, inaridendola e rendendola più sensibile e soggetta ad infiammazioni e brufoli. Una pulizia del viso, soprattutto se si ha una pelle grassa e a tendenza acneica dovrebbe essere eseguita almeno una volta al mese; per una pelle sensibile potrebbe invece essere eseguita meno frequentemente, ma comunque avendo cura di una serie di piccole attenzioni che devono per forza accompagnare la detersione della pelle con sensibilità elevata.

Subito dopo il trattamento di pulizia del viso potrebbe comparire un lieve rossore, che è del tutto normale e che scompare dopo una ventina di minuti. Il rossore in questione, se la pulizia del viso è eseguita professionalmente, è certamente collegato alla ossigenazione dei tessuti e non già alla rottura di vasi sanguigni. La pulizia del viso non deve provocare dolore e anche l’eventuale strizzatura dei comedoni, alla quale si deve ricorrere per forza se l’ultrasound scrub non è sufficiente, non può stressare la pelle, ma deve essere delicata e gentile: meglio quindi fare una pulizia del viso in più e lasciare un comedone, che toglierlo causando la rottura di vasi sanguigni.

Come viene svolta una corretta pulizia del viso?

Una pulizia del viso professionale non può prescindere da un lieve massaggio iniziale con apposito olio nelle zone del collo e del viso che serve a rilassare per poi passare a una schiuma o a un latte detergente utilizzati per ammorbidire i pori: a seguire, l’esposizione al vapore orientato in modo da non arrossire la pelle, utile a dilatare i pori e a permettere una pulizia profonda che prevede anche l’utilizzo dell’ultrasound scrub (che riattiva il microcircolo e stimola la produzione di collagene, elastina e acido ialuronico endogeno) così come di esfolianti e/o acidi specifici, soprattutto nel caso di pelli acneiche che necessitano un’esfoliazione profonda, senza però mai stressare troppo la pelle.

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Di trattamenti per il viso, se ne trovano ovunque e sono davvero tanti: esfolianti, illuminanti, rimpolpanti, liftanti, rassodanti, ecc., ma sostanzialmente la funzione della pulizia del viso è solo una e precisamente quella di eliminare i punti neri e bianchi della pelle.

È sempre molto importante quando si fa una pulizia del viso segnalare all’estetista quali prodotti si stanno utilizzando a casa, perché soprattutto nel caso di trattamenti esfolianti, si rischia inavvertitamente di creare una base di reattività. Utilizzare sostanze a base di acidi AHA o retinolo il giorno prima della pulizia del viso può aumentare la sensibilità della pelle.

Se dopo una pulizia del viso comparissero molti foruncoli in più non sarebbe normale. Dopo una accurata pulizia del viso non devono esservi macchie, desquamazioni in superficie e tanto meno sfoghi cutanei. Un’eccessiva produzione di sebo può essere segno al contrario di un effetto rebound, conseguenza dell’utilizzo di prodotti che sgrassano eccessivamente che causano la reazione di maggiore produzione di sebo da parte della pelle.

I protocolli Sensi Skinfood della pulizia della pelle sono fondati sulla: 1) “double cleansing”, una vera e propria sinergia di prodotti quali oli, creme e schiume; 2) layering bilanciato che non può mai prescindere dall’utilizzo del tonico da vaporizzare o utilizzare con apposito dischetto di cotone per strofinare accuratamente la pelle e eliminare anche le più piccole impurità, le cellule morte o in fase di distacco, prima dell’applicazione di oli, sieri e creme; 3) skinminimalism perché “less is more” e dopo anni di skincare coreana fatta almeno di 10 step, è corretto stratificare ma in modo bilanciato senza esagerare, anche per non compromettere l’efficacia degli attivi degli ingredienti caratterizzanti ogni referenza, rischiando di causare irritazioni e imperfezioni; 4) blending dermocosmetico che grazie alla idronutrizione garantisce alla pelle, sia in fase di detersione, sia in fase di applicazione delle creme giorno e notte i giusti attivi per idratare e  per nutrire, conseguendo un perfetto bilanciamento tra componenti lipidiche e idriche ed evitando così che la pelle si comprometta nell’elasticità e nel tono e che appaia secca e ruvida; 5) positive aging, un nuovo approccio alla cura della pelle che non mira più solo a combattere le rughe e le linee di espressione, ma a rendere la pelle una vera e propria barriera protettiva che non va compromessa, affinchè la cute sia luminosa, ossigenata, naturalmente colorata  e, soprattutto, sana prima ancora che liftata e rassodata; 6) psicocosmesi, nota anche come neurocosmesi (l’evoluzione della cosmetica tradizionale orientata esclusivamente all’estetica e alla bellezza)  che vede nella Fitomelatonina (melatonina vegetale) l’estratto purissimo della gioia di vivere che ristabilisce l’armonia alla base della bellezza esteriore e interiore; 7) skincare testing per educare il cliente alla lettura e alla comprensione dell’INCI, ma anche per immergerlo in una esperienza sensoriale completa che abbracci profumazione, texture e colore.